Percorso artistico anno 2017

alcune opere selezionate da collezioni private nazionali e internazionali

"Abra"

"Alfea"

"Aram"

"Baric"

"Calliope"

"Cleofe"

"Efrem"

"Erato"

"Erman"

"Euterpe"

"jared"

"Kalatrac"

"Kurbial"

"Ladro di Oscurità"

"Notte"

Bruno Bandini

…Bargoni, che riconosce le forme anche se la sua pittura pare avversarle, si confronta con una superficie che ha una forma terribilmente forte, “destinata” si potrebbe dire. Ma, allora, come sfuggire all’incantesimo della configurazione di quella superficie?

Possiamo formulare solo delle ipotesi, la prima delle quali si chiama passione. La passione per la pittura e la passione che questa suscita. Un po’ come se attraverso di essa potesse compiersi l’operazione che Giuseppe Ungaretti invocava per la poesia: “popolare di nomi il silenzio”. Ogni tela, o meglio ogni “stazione”, è il riflesso che il mondo diffonde su di noi: un’apparenza che esprime, manifesta un nome, la possibilità di un linguaggio, un’apertura di senso che appassionatamente ricerchiamo.

Bargoni, ancora una volta, attraverso l'atto del dipingere avvia un processo di individuazione e l'individuazione si mostra e così facendo si differenzia: ogni "stazione" vive della propria singolarità, si offre tal quale è. Eppure, in virtù del supporto formale sul quale quel gesto si rende esplicito, la singolarità che "accade", che si mostra, istituisce un rapporto analogico con lo svolgersi delle altre "stazioni", delle altre croci…

 

…Un segno-grido come le “croci” di Bargoni, dove ogni declinazione “religiosa” si dissolve, a favore di uno sforzo di mantenere un legame con il mondo, con un mondo che rischia di diventare sempre più un oggetto estraneo, un luogo ostile dove è sempre più difficile trovare spazio per intessere relazioni, comprendere le differenze, costruire nuove identità. Di fronte al rischio dell’allontanamento, forzato o volontario, dal mondo, il “sacro” di Bargoni si presenta come sovversione nei confronti del pessimismo, di ogni visione rinunciataria. E questo sacro, probabilmente, è un antidoto che può rischiarare l’oscuro dei silenzi che ogni epoca attraversa.

 

Religo

 

Giancarlo Bargoni

a confronto con i capolavori del Collegio Alberoni

 

25 febbraio - 17 aprile 2017

 

Presentazione

Bruno Bandini

Storico e Critico d'Arte