Critica

Hanno scritto del suo lavoro, tra gli altri:

 

Amadei, Accame, Apollonio, Argan, Baccino, Bacigalupo, Bafico, Bandini, Ballero, Battisti, Benignetti, Beringheli, Bissoni, Berndt, Bocci, Bossaglia, Bovi, Branzi, Brenner, Cajani, Caramel, Castagnoli, Cavazzini, Cirlot, Celant, Cerritelli, Cirone, Conti, Comte, Crespi, Crispolti, Bethloff, Dorfles, Faucher, Francou, Gamand, Gaston, Chiglione, Giuffré, Guzzi, Harambourg, Izern, Lambertini, Maugeri, Maltese, Masini, Mattei, Menna, Molinari, Migone, Montana, Montenero, Mura, Nuridsany, Oggero, Paglieri, Pannini, Philippe Latourelle, Politi, Ponente, Pontiggia, Ricaldone, Riva, Rogé, Ronco, Saletti, Savoia, Sgarbi, Sossi, Tepper, Tiglio, Toni, Trucchi, Tola, ValloraVescovo,  Vincitorio, Vitone, Venturoli, Vollerin.

La mia riflessione si sforza di procedere dall’interno delle opere con il massimo dell’empirismo critico.
Quest’occhio interno mi permette di individuare le radici e le logiche non spontanee e non teoriche, ma tecniche e materiali, della creazione. Sono però certa che non sfugge, ad un osservatore un po’ attento, il soffio di selvaggia e irragionevole felicità che vibra nei colori e nelle polveri, la pregnanza di questi quadri che non restano adagiati e sopiti nei loro telai per non uscirne più, ma diventano immagini ostinate nell’affollarsi approssimativo e distratto della quotidianità.
(“le déluge linguistique et figuratif ordinare”).